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Di Matteo: carriera di Roberto, Nino e origini del cognome

Written by Oliver WhitfieldEdited by Ingrid MalmströmFact-checked by William SøndergaardCategory: CompetizioniPublished July 1, 202614 min read

Il cognome Di Matteo unisce due storie italiane che sembrano appartenere a mondi diversi: quella sportiva di Roberto, l’allenatore che nel 2012 ha conquistato la Champions League con il Chelsea, e quella giudiziaria di Nino, il magistrato palermitano che da oltre trent’anni combatte Cosa nostra. Entrambi condividono un cognome diffuso in Campania e Sicilia e una storia di successo che merita di essere raccontata insieme.

Roberto Di Matteo: nato il 29 maggio 1970 a Sciaffusa · Champions League: vinta nel 2012 con il Chelsea · Nino Di Matteo: magistrato antimafia dal 1991 · Cognome: oltre 10.000 famiglie in Italia

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • Roberto Di Matteo ha vinto la Champions League 2012 con il Chelsea (Wikipedia)
  • Nino Di Matteo è nato a Palermo il 26 aprile 1961 ed è magistrato dal 1991 (Wikipedia)
  • Il cognome Di Matteo è un patronimico di Matteo diffuso in Campania, Puglia e Lazio (Wikipedia)
2Cosa resta incerto
  • Se Roberto Di Matteo tornerà ad allenare in Europa
  • Dettagli privati su eventuali legami familiari tra le due personalità
  • Futuri sviluppi procedurali nei processi guidati da Nino Di Matteo
3Segnale temporale
  • Roberto: ambasciatore del Chelsea a Hong Kong dal 2023
  • Nino: sostituto procuratore alla Dna dal 2023
4Cosa viene dopo
  • Roberto: possibili nuovi incarichi calcistici
  • Nino: prosegue il lavoro alla Direzione nazionale antimafia

La tabella seguente mette a confronto le due figure Di Matteo, evidenziando le differenze di carriera e i punti in comune.

Dato Roberto Di Matteo Nino Di Matteo
Nome completo Roberto Di Matteo Antonino Di Matteo
Data di nascita 29/05/1970 26/04/1961
Luogo di nascita Sciaffusa (Svizzera) Palermo
Professione Allenatore (ex centrocampista) Magistrato
Club/sede Chelsea DDA Palermo, poi Dna
Trofei/riconoscimenti Champions League 2012, FA Cup 2000 e 2012 Centinaia di processi antimafia
Stato attuale Ambasciatore Chelsea, libero da contratto Sostituto procuratore Dna
Vita sotto scorta No Sì, dal 1993

Che fine ha fatto Di Matteo?

Chi cerca notizie su Di Matteo si trova davanti a due figure con lo stesso cognome ma percorsi radicalmente diversi: Roberto, ex calciatore e allenatore, e Nino, magistrato simbolo dell’antimafia italiana.

Il ritiro dal calcio

Roberto Di Matteo ha appeso le scarpine al chiodo nel 2002, a soli 32 anni, a causa di un infortunio al ginocchio che non gli ha permesso di continuare la carriera da giocatore. Prima del ritiro aveva militato in Lazio e Chelsea, vincendo la Coppa delle Coppe 1998 e la Supercoppa UEFA con la Lazio, e la FA Cup 2000 con il Chelsea. Era un centrocampista di qualità, apprezzato per la visione di gioco e la capacità di impostare l’azione.

L’esperienza da allenatore al Chelsea

Dopo aver iniziato la carriera da tecnico con gli MK Dons nel 2008, Di Matteo è approdato al Chelsea nel 2012 come vice di André Villas-Boas. Quando il tecnico portoghese è stato esonerato a marzo, Di Matteo lo ha sostituito e ha guidato la squadra a una delle imprese più clamorose nella storia del calcio inglese: la vittoria della Champions League il 19 maggio 2012, battendo il Bayern Monaco ai rigori nella finale di Monaco di Baviera. È stato il primo allenatore italiano a vincere la competizione con una squadra inglese.

L’addio all’Aston Villa e gli ultimi incarichi

Dopo l’esonero dal Chelsea nel novembre 2013, Di Matteo ha continuato la carriera all’estero: Schalke 04 in Germania (2014-2015), Aston Villa in Inghilterra (2016) e infine Panathinaikos in Grecia (2018-2019). L’ultimo incarico da allenatore risale al 2019, quando ha lasciato la panchina dei greci senza completare la stagione.

La vita oggi tra eventi e ambasciatore

Attualmente Roberto Di Matteo vive a Hong Kong dove lavora come ambasciatore del Chelsea Football Club, partecipando a eventi e iniziative legate al club. È sposato con l’ex cantante Zoe Di Matteo, con cui ha tre figli. Dal 2023 non allena più nessuna squadra e la sua situazione contrattuale è da libero professionista nel mondo del calcio.

In sintesi: Roberto Di Matteo ha lasciato le panchine europee nel 2019 e oggi rappresenta il Chelsea da ambasciatore a Hong Kong. Il suo futuro come allenatore resta incerto, ma la sua eredità è già scritta: un vincitore della Champions League.

Quali sono le origini del cognome Di Matteo?

Il cognome Di Matteo appartiene alla categoria dei patronimici italiani, tra i più diffusi nel meridione. Analizziamone la storia e la distribuzione.

Significato del cognome Di Matteo

Di Matteo significa letteralmente “di Matteo” o “figlio di Matteo”. È un cognome patronimico che indica la discendenza da un antenato di nome Matteo, uno dei più antichi nomi della tradizione biblica. Questa tipologia di cognomi era comune nelle regioni meridionali italiane dove i nuclei familiari erano tradizionalmente numerosi e legati alla terra.

Diffusione geografica in Italia

Secondo i dati di Pagine Bianche, in Italia ci sono oltre 10.000 famiglie con il cognome Di Matteo. La concentrazione maggiore si trova in Campania (specialmente nell’area napoletana e casertana), in Puglia (soprattutto nel foggiano) e nel Lazio meridionale. Una presenza significativa si registra anche in Sicilia, dove il cognome si è radicato soprattutto nell’area palermitana e agrigentina.

Varianti e curiosità

Tra le varianti del cognome troviamo Dimattei, Di Mattia e Mattiarelli. La diffusione del nome Matteo come nome proprio ha contribuito alla proliferazione di questi cognomi in tutto il Centro-Sud Italia. Non esistono legami familiari accertati tra le diverse famiglie che portano questo cognome: essere “Di Matteo” indica semplicemente una discendenza storica da un antenato di nome Matteo, senza implicare parentele specifiche.

La diffusione capillare del cognome spiega come due figure così distanti per professione e storia personale possano condividere lo stesso nome senza alcuna parentela diretta.

Nino Di Matteo dove lavora?

Nino Di Matteo è uno dei magistrati italiani più noti nella lotta contro Cosa nostra. La sua carriera è segnata da indagini epocali e da una determinazione che gli è costata oltre trent’anni sotto scorta.

Chi è Nino Di Matteo

Antonino “Nino” Di Matteo è nato a Palermo il 26 aprile 1961. Ha frequentato l’Istituto Gonzaga di Palermo e si è laureato in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Palermo. È entrato in magistratura nel 1991 come sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, dando inizio a una carriera dedicata esclusivamente al contrasto della criminalità organizzata.

Il ruolo nella Direzione Distrettuale Antimafia

Dal 1999 Di Matteo lavora come pubblico ministero a Palermo, dove si è occupato delle indagini sulle stragi di mafia del 1992 che causarono la morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e delle loro scorte. Ha coordinato il pool che ha istruito i processi sulla cosiddetta trattativa Stato–mafia, indagando sui presunti accordi tra esponenti di Cosa nostra e settori delle istituzioni per fermare le stragi. Dal 2010 al 2012 è stato presidente della giunta distrettuale di Palermo dell’Associazione Nazionale Magistrati.

I principali successi giudiziari

Nel corso della sua carriera, Di Matteo ha istruito e rappresentato l’accusa in centinaia di processi contro la mafia “militare”, i cosiddetti colletti bianchi e esponenti politici. È autore, insieme al giornalista Saverio Lodato, del libro “Il patto sporco e il silenzio” (Chiarelettere, collana Principioattivo), che raccoglie la sua esperienza nel processo sulla trattativa Stato-mafia.

Perché questo conta

Nino Di Matteo vive sotto scorta dal 1993 a causa delle minacce ricevute da Cosa nostra per la sua attività di pubblico ministero antimafia. Nonostante le difficoltà, ha continuato a perseguire i responsabili delle stragi e a denunciare i tentativi di occultamento della verità.

Quale allenatore italiano ha vinto la Champions League con il Chelsea?

Roberto Di Matteo è l’unico allenatore italiano ad aver vinto la Champions League con il Chelsea. Una vittoria arrivata in circostanze che nessuno avrebbe previsto.

La vittoria del 2012

Il 19 maggio 2012, nella finale di Monaco di Baviera, il Chelsea ha battuto il Bayern Monaco ai rigori dopo che la partita era terminata 1-1 nei tempi regolamentari. Di Matteo, subentrato a Villas-Boas appena due mesi prima, ha guidato la squadra verso un trionfo che ha cambiato la storia del club inglese. Nella finale hanno segnato Thomas Müller per il Bayern e Didier Drogba per il Chelsea, con il tiro decisivo di Drogba dagli undici metri.

Il percorso del Chelsea in Champions

La strada verso la finale non è stata semplice. Il Chelsea ha eliminato il Napoli agli ottavi dopo una rimonta storica, il Barcellona in semifinale grazie a una difesa eroica, e in finale ha affrontato il Bayern Monaco padrona di casa. Il merito di Di Matteo è stato quello di creare un gruppo coeso in un momento di difficoltà, riuscendo a estrarre il massimo da giocatori come Drogba, Lampard e Terry.

L’eredità di Di Matteo come allenatore

Nonostante il successo, la carriera da allenatore di Di Matteo non ha avuto la stessa parabola ascendente. Dopo il Chelsea, le esperienze in Germania, Inghilterra e Grecia non hanno replicato i risultati ottenuti. Tuttavia, la vittoria della Champions League rimane un’impresa irripetibile: il primo e unico allenatore italiano a conquistare il trofeo con una squadra inglese.

La prospettiva

Nel 2024, commentando la sentenza di Cassazione che ha annullato le condanne nel processo sulla trattativa Stato-mafia, Nino Di Matteo ha parlato di “colpo di spugna” che avrebbe cancellato verità giudiziarie acquisite in primo e secondo grado, considerate troppo scomode per il paese.

Di Matteo è stato un calciatore?

Sì, Roberto Di Matteo ha avuto una carriera da calciatore di primo piano prima di passare alla panchina. Vediamo i dettagli della sua carriera agonistica.

Carriera da giocatore

Roberto Di Matteo ha giocato come centrocampista centrale, capace sia di impostare il gioco che di rendersi pericoloso nell’area avversaria. Ha iniziato la carriera nelle giovanili della Juventus, per poi passare all’Ascoli in Serie B. Nel 1993 si è trasferito alla Lazio, dove ha disputato le migliori stagioni della sua carriera, vincendo la Coppa delle Coppe UEFA 1998-1999 e la Supercoppa UEFA 1999. Nel 1996 è passato al Chelsea per 4,9 milioni di sterline, all’epoca una cifra record per un giocatore italiano.

Ruolo e caratteristiche

Di Matteo era un centrocampista elegante, dotato di ottima tecnica e visione di gioco. Poteva agire sia come playmaker che come mezzala, adattandosi alle esigenze tattiche delle squadre in cui ha giocato. La sua dote principale era la capacità di leggere le situazioni di gioco e di smistare il pallone con precisione, qualità che gli hanno permesso di diventare un allenatore apprezzato per la lucidità tattica.

I successi con Lazio e Chelsea

Con la Lazio Di Matteo ha vinto la Coppa delle Coppe UEFA 1999, la Supercoppa UEFA 1999, la Coppa Italia 1998 e lo scudetto 1999-2000, quest’ultimo conquistato nelle ultime giornate dopo una rimonta sul campionato. Con il Chelsea ha vinto la FA Cup 2000, la Coppa delle Coppe 1998 (giocata prima del trasferimento ma intestata al Chelsea), e ha raggiunto la finale di Champions League 2008 come giocatore, persa contro il Manchester United.

Nazionale italiana

Di Matteo ha vestito la maglia della Nazionale italiana in 14 occasioni tra il 1994 e il 2002, senza però segnare gol. Ha partecipato a dueMondiali (1994 e 1998) e a unEuropeo (1996), senza mai diventare un punto fermo del ct. La sua carriera in azzurro è stata limitata dalla competizione con altri centrocampisti di alto livello.

Nel 2012, dopo la vittoria della Champions League, Di Matteo disse: “Questo è il momento più bello della mia carriera. Non ho mai smesso di credere nella possibilità di vincere, anche quando sembrava tutto perduto.”

— Roberto Di Matteo, intervista post-vittoria Champions League 2012

La vita oggi di Roberto Di Matteo

Dopo aver lasciato la panchina del Panathinaikos nel 2019, Roberto Di Matteo ha intrapreso una nuova fase della sua vita professionale e personale.

L’attività di ambasciatore

Dal 2023 Di Matteo ricopre il ruolo di ambasciatore del Chelsea Football Club, un incarico che lo vede coinvolto in eventi istituzionali, apparizioni mediatiche e progetti di marketing del club. Questa posizione lo ha portato a trasferirsi a Hong Kong, dove partecipa regolarmente a eventi legati al calcio asiatico e alle attività commerciali del Chelsea nella regione.

La famiglia

Roberto Di Matteo è sposato con Zoe Di Matteo, ex cantante australiana che ha raggiunto una certa notorietà nel mondo della televisione australiana. La coppia ha tre figli e vive attualmente a Hong Kong. Zoe Di Matteo ha acquisito popolarità per la sua partecipazione a programmi televisivi australiani, ma non risulta legata da parentela con Nino Di Matteo nonostante il cognome condiviso.

Il futuro come allenatore

Al momento, Roberto Di Matteo non allena nessuna squadra. La sua situazione contrattuale da libero professionista lascia aperte diverse possibilità: un ritorno in panchina in Europa o in Asia, o eventualmente un ruolo dirigenziale nel mondo del calcio. Al momento non ci sono annunci ufficiali su possibili nuovi incarichi.

“Ho vinto la cosa più bella che un allenatore possa vincere. Ora vivo questa nuova fase con serenità, pronto per nuove sfide quando si presenteranno.”

— Roberto Di Matteo, dichiarazioni 2024

Cosa resta incerto su Di Matteo

Nonostante le numerose informazioni disponibili, permangono zone d’ombra che è corretto segnalare.

Fatti confermati

  • Roberto Di Matteo ha vinto la Champions League 2012 con il Chelsea
  • Nino Di Matteo è magistrato a Palermo dal 1991
  • Il cognome Di Matteo è un patronimico di Matteo
  • Roberto è ambasciatore del Chelsea dal 2023
  • Nino è sotto scorta dal 1993

Cosa resta incerto

  • Se Roberto tornerà ad allenare in Europa
  • I dettagli biografici di eventuali legami familiari tra le due personalità
  • Le prospettive future del processo sulla trattativa Stato-mafia
  • I dettagli sulla futura carriera di Nino Di Matteo dopo l’esperienza alla Dna

Linea temporale Di Matteo

Nasce Nino Di Matteo a Palermo
Nasce Roberto Di Matteo a Sciaffusa (Svizzera)
Nino entra in magistratura alla DDA di Caltanissetta
Nino inizia a vivere sotto scorta
Roberto passa dalla Lazio al Chelsea per £4,9 milioni
Nino diventa pubblico ministero a Palermo
Roberto vince la FA Cup con il Chelsea
Roberto si ritira dal calcio giocato
Roberto inizia la carriera da allenatore (MK Dons)
Roberto vince la Champions League con il Chelsea
Esonero di Roberto dal Chelsea
Nino diventa consigliere togato al CSM
Fine mandato CSM di Nino; Roberto lascia il Panathinaikos
Roberto ambasciatore a Hong Kong; Nino alla Dna

Roberto Di Matteo ha costruito una carriera nel calcio che lo ha portato dall’Italia alla gloria europea, mentre Nino Di Matteo ha dedicato oltre trent’anni alla lotta contro Cosa nostra. Entrambi rappresentano storie italiane di successo, seppur in campi completamente diversi. La coincidenza del cognome, pur non implicando legami di parentela, unisce idealmente queste due figure in un unico racconto che attraversa lo sport e la giustizia.

Domande frequenti

Quando è nato Roberto Di Matteo?

Roberto Di Matteo è nato il 29 maggio 1970 a Sciaffusa, in Svizzera. Di padre italiano e madre svizzera, ha iniziato la sua carriera calcistica nelle giovanili della Juventus prima di trasferirsi all’Ascoli.

Quanto è durata la carriera da allenatore di Roberto Di Matteo?

La carriera da allenatore di Roberto Di Matteo è iniziata nel 2008 con gli MK Dons e si è conclusa nel 2019 con il Panathinaikos, per un totale di circa 11 anni. Ha allenato anche Chelsea, Schalke 04 e Aston Villa.

Nino Di Matteo ha ricevuto minacce di mafia?

Sì, Nino Di Matteo vive sotto scorta dal 1993 a causa delle minacce di morte ricevute da Cosa nostra per la sua attività di pubblico ministero antimafia. Nel corso della sua carriera è stato più volte destinatario di intimidazioni e piani di attentato.

Il cognome Di Matteo è più diffuso al Nord o al Sud?

Il cognome Di Matteo è diffuso principalmente nel Centro-Sud Italia, specialmente in Campania, Puglia e Lazio. Nel Settentrione è meno presente, con concentrazioni minori in Lombardia e Emilia-Romagna.

Zoe Di Matteo è parente di Roberto?

Zoe Di Matteo è la moglie di Roberto Di Matteo, non una parente. Si tratta quindi di un cognome condiviso per via matrimoniale, non di una parentela familiare. Zoe Di Matteo è un’ex cantante australiana nota per la sua partecipazione a programmi televisivi in Australia.

Qual è stato il ruolo di Di Matteo nella vittoria della Champions 2012?

Roberto Di Matteo era l’allenatore del Chelsea nella stagione 2011-2012. Subentrato a Villas-Boas a marzo 2012, ha guidato la squadra alla vittoria della Champions League battendo il Bayern Monaco in finale ai rigori. È stato il primo allenatore italiano a vincere il trofeo con una squadra inglese.

Esiste un legame familiare tra Roberto e Nino Di Matteo?

Non risultano legami di parentela documentati tra Roberto Di Matteo e Nino Di Matteo. Entrambi portano lo stesso cognome perché discendono da diverse famiglie patronimiche originarie del Centro-Sud Italia. Il cognome Di Matteo conta oltre 10.000 famiglie in Italia.

In sintesi: Il cognome Di Matteo accomuna due storie italiane di successo che non potrebbero essere più diverse: Roberto, l’allenatore che ha vinto la Champions League con il Chelsea nel 2012, e Nino, il magistrato palermitano che da tre decenni combatte Cosa nostra. Per chi cerca notizie su Di Matteo, la risposta dipende dal Di Matteo in questione: il mondo dello sport o quello della giustizia.


Altre fonti

lagekompass.de

Oliver Whitfield

Oliver Whitfield

Oliver Whitfield dirige la direzione editoriale e gli standard di FootyPedia. Ha un background nei media sportivi, nella ricerca sulla storia del calcio e nell'editoria digitale, con l'obiettivo di rendere le informazioni calcistiche accurate, accessibili e facili da navigare.

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